07.02.2010
L'Umbria non conta nulla e lo vediamo in queste elezioni
di: Massimo Gnagnarini Udc
L’Umbria è scomparsa dal panorama politico di queste elezioni di primavera: non interessa, non serve, non conta. La inutilità politica, sul piano nazionale, si riflette sulla mediocre statura dei suoi rappresentanti.
La caratura dei propri candidati non dipende credo dalla limitata dimensione territoriale e demografica ( il nome di Magdi Allam nella remota Basilicata ne è un esempio) ma dipende dalla sottodimensione culturale della classe dirigente degli ultimi 20 anni (e ovviamente dalla corrispettiva mediocre opposizione).
Chi ha seminato assistenzialismo e piagnistei per anni, raccoglie disinteresse, improduttiva mediocrità e amari silenzi.
Le elezioni in Umbria non interessano nessuno perché sono inutili.
Scegliere tra Fiammetta e Catiuscia ( peraltro due donne in gamba ) non va oltre i vecchi schemi di appartenenza ideologica, che in questo caso sono evocati anche dai nomi stessi delle due contendenti, scelti, si presume, da papà e mamme in questo caso esageratamente sensibili ai simboli delle proprie passioni politiche: La fiamma missina per gli uni e i micidiali razzi dell’armata rossa per gli altri.
Anche questo è il segno dei tempi! Di quel bipolarismo dogmatico e becero in nome del quale il voto espresso in questo terzo millennio per altre liste diverse dal Pdl ed dal Pd sarebbe, a parere dei partiti maggiori, un cosiddetto voto inutile.
Di sicuro, quasi inutile, sarà esprimere una preferenza per quello o l’altro candidato presente nelle liste del PDL e del PD specialmente in provincia di Terni, dove, infatti, l’esiguo numero dei candidati da eleggere (6) mixato con l’introduzione del correttivo delle quota rosa manipolato per restringere la rosa dei papabili piuttosto che per favorire l’elezione di donne, produrrà la rielezione automatica dei consiglieri regionali uscenti.
Forse sarà il caso di cambiare questo schifo di legge elettorale umbra, forse è il caso che la gente dell’Umbria dia una sveglia ai politici umbri, esercitando in massa proprio quel “voto inutile” che resta l’unica opzione di cambiamento.
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Commento di: historicus - del 08.02.2010
Ottime parole ma a darsi una svegliata dovrebbero essere non i POLITICI umbri ma la GENTE dell'Umbria . E per dare delle dimostrazioni della arrtratezza sopratutto culturale di gente che è rimasta dal punto di vista delle idee al 68 o giù di li ci vorrebbe un libro ( o forse due )
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