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08.02.2010
La presa in giro della videosorveglianza
a cura della redazione

Le telecamere non le hanno messe e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ci sono zone della città che ormai, in alcune ore, sono sottratte al controllo delle forze dell'ordine per essere in balìa della micro criminalità. Orvieto scalo è nel mirino e ciè che è successo alla stazione ferroviaria ne è la conferma.



Due furti a distanza di dieci giorni l'uno dall'altro nel buffet della stazione che, due anni gfa, avava subito ben cinque irruzioni ed altrettanti scassi nel gurio di trenta giorni. La stazione è ormai in balia dei balordi nel cuore della notte e ciò rende comprensibile come possa accadere che, per la seconda volta, ben sette persone abbiano potuto agire indisturbate per divellere la porta del buffet che apre sui binari, nonostante una robusta inferiata. Anche questa volta, come accaduto dieci giorni fa, i ladri hanno portato via alcune migliaia di euro di valore, tra schede telefoniche, vari oggetti che erano esposti nel bar e le monente contenute nelle slot machine che sono state portate fuori dal locale per essere semidistrutte lungo i binari ed asportare i soldi che vi erano contenuti.



Al danno della merce prelevata si aggiunge anche quello per il danneggiamento delle macchinette, tanto che adesso i proprietari del buffet stanno pensando di dover adottare provvedimenti drastici per far fronte ad un danno da parecchie migliaia di euro che hanno riportato nel corso di questi due anni.



Ci cominciano ad essere difficoltà anche per mantenere i posti di lavoro delle dodici persone che vi lavorano, ma il problema della sicurezza riguarda tutta la periferia oltre alla stazione ferroviaria che, dopo la ripartita della polizia ferroviaria, è diventata terra di nessuno ed è soggetta a queste scorribande notturne. Le telecamere interne al locale invece hanno funzionato ed hanno, appunto, inquadrato sette persone dal volto coperto che si intoducevano nel locale dopo aver abbattutto violentemente la porta posteriore. Orvieto continua ad essere una delle pochissime città dell'Umbria, se non forse l'unica, ad essere priva di un sistema di videosorveglianza a tutela dei luoghi più pericolosi e le conseguenze sono nefaste.



A farne le spese sono i commercianti, ma anche i privati cittadini, eppure il Comune aveva ottenuto dalla prefettura un piano di controllo tramite telecamere che non è stato mai realizzato.



Un mese prima del voto amministrativo, la vecchia giunta comunale aveva tenuto infatti impegnate per settimane a studiare un piano di videosorveglianza che è stato subito buttato nel cestino. Orvieto è l'unica città importante dell'Umbria a non avere un controllo di sicurezza di questo tipo che esiste anche ad Attigliano.






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COMMENTI
Commento di: Carlo1 - del 08.02.2010

bè... lo realizzasse la nuova giunta no!!! Dopo ttutto è stata vitata per quello. Quì siete sempre pronti a buttare le croci addosso alle vecchie giunte (fatto che è assolutamente motivato), ma la sostanza è che non vi siete ancora distinti. Nulla c'era e nulla c'è. Qual è la differenza tra voi e loro?
Commento di: mauro pistola - del 08.02.2010

innanzi tutto vorrei spendere due parole,sulla riorganizzazione delle ferrovie dello stato con diettiva europea del 1999 le fs si danno un nuovo volto questo fa si che il settore di trenitalia cioe' il personale viaggiante ,poi tocca ai capistazione e operai addetti ai deviatoi ed alle manovre cioe' gli impianti di terra che passano sotto la rete ferroviaria italiana,mentre le stazioni,sia piccole medie grandi passano sotto la societa' alioto. la societa alioto accorpa anche tutto quello che fa di una stazione non solo un centro di partenza e di arrivo ma anche un punto di incontri e pertanto vi sono locali che sono adibiti allo scopo e per questo vi e' un bar che tra l'altro e' sotto la dicitura dopolavoro ferroviario ,se avvengono i furti i signori del bar devono informare il dlf poi l'alioto e per conoscenza le forze dell'ordine questa e' la procedura corretta ,mettere in piazza sia il bene che il male in questo caso le malefatte si rischia di essere licenziati in tronco in quanto le FS non sono piu' un ente ma una holding e pertanto ci sono delle societa per azioni con cui si deve fare i conti societa' il cui azionariato di maggioranza spetta alle fs poi il restante alla cordata degli azionisti in questo caso alioto ora ultimamente e' stato rilevato da centostazioni il gruppo alioto. gli usi di dire tutto al giornale come fonte di sollecitudine e' vista come diffusione di dichiarazioni lesive verso l'azienda e pertanto scatta il licenziamento in tronco,vedere il caso di de angelis e degli etr che si spezzano se costui quello che ha fatto l'avese fatto per via gerarchica non sarebbe successo nulla ma andando alla stampa si e' licenziato da solo. e poi dr. lattanzi queste sono societa' che sono ha stretto contatto con avvocati giudici ecc.

 

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